Ragazze di convitto
Emigrazione femminile e convitti industriali in Svizzera
CHF 35.00
In collaborazione con Archivi Donne Ticino
Da fine Ottocento e fino alla seconda metà del Novecento un numero considerevole di giovani donne parte dal Ticino, dalle valli italofone del Grigioni e dal Nord Italia per andare alavorare nelle fabbriche tessili della Svizzera tedesca. Poiché sono minorenni e devono rimanere per anni lontane da casa, vengono alloggiate nei convitti per operaie – gli Arbeiterinnenheime – e affidate alla custodia delle religiose. Nati grazie a un sodalizio tra gli imprenditori e la Chiesa cattolica, gli istituti industriali femminili coniugano in modo efficace paternalismo aziendale e assistenzialismo di matrice religiosa. Tuttavia, al di là delle finalità filantropiche dichiarate dai loro promotori, i convitti sono a tutti gli effetti strutture di internamento: le giovani operaie si ritrovano a vivere in totale isolamento, private della loro autonomia e sottoposte a un ferreo regime disciplinare. Il libro racconta questo particolare fenomeno migratorio da diverse prospettive: i motivi della partenza, le condizioni di vita e di lavoro delle operaie, il progetto educativo messo in atto nei convitti, l’ambiguo ruolo delle religiose e degli industriali.
Questa vicenda è stata a lungo dimenticata. Ricostruirne i contorni permette di ridare visibilità e voce alle molte «ragazze di convitto» costrette per anni a una vita di sfruttamento, obbedienza e reclusione, che con i loro sacrifici hanno contribuito non solo al benessere economico delle proprie famiglie, ma anche alla prosperità dell’industria tessile svizzera.
Anno Pubblicazione | 2024 |
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Pagine | 368 con illustrazioni in b/n |
Formato | 17 x 24 cm |