Daniele Buzzi 1890-1974

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ISBN: 978-88-8281-726-8

Daniele Buzzi

COD: 1153 Categoria: Tag: , ,

Dipinti e manifesti

A cura di Veronica Provenzale e Matteo Bianchi
In coedizione con Museo Casa Rusca, Locarno

L’attuale riproposta dell’opera sorprendente di Daniele Buzzi (1890-1974) avviene a poco più di mezzo secolo dalla sua scomparsa e s’iscrive nel solco dell’iniziativa ideata nel 1984 da Pierre Casè per la SPSAS – Sezione Ticino, che ha rivelato le qualità della figura originale di questo pittore, cartellonista e architetto/ingegnere. L’iniziativa attuale – promossa dai Servizi culturali della Città di Locarno e sostenuta con entusiasmo da Stefano Gilardi – è stata per noi occasione di tornare su questo personaggio poliedrico e di considerare le fasi salienti del suo percorso a tratti inedito.

 

Peso 0.886 kg
Formato 22,8 x 29,4
Pagine con illustrazioni 176
Anno Pubblicazione 2026
A cura di Matteo Bianchi, Veronica Provenzale

Locarnese di nascita, Daniele Buzzi si trasferisce a Winterthur per studiare al Technikum, dove si diploma nel 1912; lavora poi a Zurigo come ingegnere fino al 1927 e quindi a Losanna, dove fino al 1963 svolge la sua attività professionale presso la EOS (Société anonyme Energie de l’Ouest-Suisse), realizzando notevoli opere d’ingegneria in Vallese, fra le quali la diga della Dixence e la centrale di Chandoline. Pittore autodidatta, in esordio al seguito di Filippo Franzoni, Daniele Buzzi rimane legato al Ticino, in particolare al vivace contesto artistico locarnese, accanto fra gli altri a Bruno Nizzola, Remo Rossi e Ugo Zaccheo, con i quali condivide esperienze artistiche e momenti di vita, specie a Cimalmotto in Valle Maggia, teatro privilegiato della sua pittura di paesaggio. A partire dagli anni Venti conosce a Losanna la pittura di Félix Vallotton, che riprende nelle sue stesure in aplat, mentre in Vallese è vicino ai pittori dell’École de Savièse – Edouard Vallet e Edmond Bille - che ispirano a Daniele Buzzi motivi legati alla vita contadina resi a pastello e attraverso una bella suite d’incisioni. Alla stessa altezza cronologica prende avvio la sua brillante attività di cartellonista per le Ferrovie federali e per l’Ente turistico. Pittore-cartellonista-architetto/ingegnere: in vista della esposizione a Casa Rusca, in quanto curatori abbiamo studiato questi suoi tre mestieri disposti in stretta relazione fra loro nel percorso compiuto da Daniele Buzzi con signorilità e competenza. La sua pittura, amatoriale ma notevole per inventiva, regala momenti di straordinario interesse legati alla freschezza delle sue generose immagini, insieme colte e spontanee. In mostra e in catalogo si ammirano con vivace curiosità visioni di paesaggio, studi di figura, nature morte e una serie originale di carte monocrome spesso inedite; e sempre con gioia i manifesti che ancora oggi raccontano il festoso paesaggio ticinese in chiave mediterranea. A più di cinquant’anni dalla morte e quarant’anni dalla prima mostra a lui dedicata, la personalità di Daniele Buzzi resta viva nella sua poliedrica attività: la sua arte sensibile e discreta si offre al piacere del nostro sguardo nella sua straordinaria varietà.