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Casella postale 563
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Nella sua attività la casa editrice di Armando Dadò ha pubblicato più di 1’500 titoli.
Il catalogo, che è andato componendosi dal 1961 ad oggi, comprende opere riguardanti i più diversi settori: dalla letteratura all’arte, dalla storia alla politica, dal costume all’etnografia, dall’attualità alle scienze naturali.
Molti dei volumi pubblicati, in particolare nel passato, sono legati alla realtà regionale, indagata nei suoi vari aspetti; una realtà che la casa locarnese ha cercato e cerca di promuovere non solo all’interno dei confini regionali e cantonali, facendo conoscere oltre Gottardo e in Italia le specificità delle nostre terre.
Da tipografia a casa editrice
Per ritrovare le origini dell’azienda bisogna tornare all’estate del 1961, quando un gruppo di amici decide di riunire forze e fondi necessari per dar vita a Locarno a una nuova tipografia.
Nei primi anni l’attività è essenzialmente quella di una piccola azienda che impiega meno di una mezza dozzina di collaboratori.
Armando Dadò arriva all’editoria per il tramite di una conoscenza che si trasformerà in seguito in fertile amicizia: quella con il poeta e incisore Giovanni Bianconi, che gli propone di pubblicare un suo libro di etnografia regionale.
La gratificazione provata nel 1965 all’uscita di “Artigianati scomparsi” conforta il giovane tipografo valmaggese nelle sue speranze e lo persuade a imboccare una strada certo difficile, irta di insidie e di difficoltà, ma fatta anche di vive soddisfazioni, di contatti umani e di intime comunanze.
Di fondamentale importanza sarà l’incontro con Piero Bianconi, fratello di Giovanni: i suoi “Occhi sul Ticino” e “Ticino com’era” sono opere che – al di là del successo di vendite quasi insperato – confermeranno Dadò nei suoi intendimenti culturali.
Il legame con il territorio
Nel corso degli anni Settanta gli indirizzi della casa editrice si precisano, tanto che alcuni temi specifici segnano buona parte della produzione libraria di quegli anni.
C’è soprattutto la partecipazione al dibattito civile di quel periodo,
quando i ticinesi si accorgono, anche grazie alle opere di Piero Bianconi, delle «ferite» inferte alle loro terre da quasi trent’anni di sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali, di urbanizzazione selvaggia, di svendita del territorio.
Forte è anche l’interesse per la storia, le vicende e gli aspetti del passato.
In quel periodo l’editore locarnese ha ormai fissato solide radici. L’attività può così rafforzarsi e le pubblicazioni iniziano a ordinarsi in un programma coerente con gli indirizzi della casa. È così che al principio degli anni Ottanta vengono avviate le collane de «Il Castagno» e de «L’Officina»: nella prima trovano posto testimonianze di autori del passato, mentre la seconda è riservata a studi condotti secondo i più moderni criteri di ricerca.
L’apertura alle traduzioni
A partire dalla seconda metà degli anni Ottanta cresce l’impegno nel campo delle traduzioni e ciò apre nuove interessanti prospettive alla casa editrice locarnese.
Lo spettro quindi si allarga, tanto che a temi di interesse regionale si sovrappongono opere di portata più ampia, che riescono a guadagnarsi l’attenzione anche della stampa e del pubblico italiano.
Gli anni Novanta sono stati segnati da una serie di iniziative che hanno profilato ancor maggiormente gli indirizzi culturali di Dadò. Nel corso del decennio hanno visto la luce diverse nuove collane, come quella de «I Classici», diretta da Carlo Carena. Attenzione e interesse suscita pure la collana «Alea», nella quale sono confluite raccolte di poeti di indiscusso valore.
Nel 1991, in occasione del 700° della Confederazione, l’editore locarnese si è visto assegnare la stampa e la pubblicazione del “Dizionario delle letterature svizzere”;
e ancor maggior prestigio ha portato alla casa l’edizione italiana del “Dizionario Storico della Svizzera”, monumentale opera di ricerca che è partita nel 2002 e si è conclusa nel 2014 con il tredicesimo volume.
Le collane letterarie
Nel 1998, in occasione del 150° anniversario della costituzione dello Stato federale, è poi stata inaugurata la collana intitolata «I Cristalli – Helvetia nobilis», destinata a opere di narrativa e di saggistica di grandi scrittori in prevalenza svizzeri di lingua tedesca, francese e romancia,
con l’intento di contribuire a una riflessione sull’identità elvetica e sul lungo cammino che ha portato al formarsi dello Stato attuale.
Due collane sono invece dedicate alla narrativa svizzera in lingua italiana. «La Rondine», avviata nel 2000, raccoglie i migliori frutti della letteratura dell’Otto e Novecento, mentre la seconda è «La Betulla», che dà la possibilità a scrittori non ancora affermati di proporsi al pubblico dei lettori. Nello stesso anno prende il via la collana «Il Laboratorio», raccolta di agili testi legati alla storia e all’attualità del Cantone Ticino. Più recente è il varo della collana «Le Sfide della Svizzera», curata dal politologo Oscar Mazzoleni, che vuole riflettere sulla realtà elvetica partendo da contributi di specialisti del settore.
Ultima nata è la collana «La Libellula», che dà voce alle scrittrici e agli scrittori svizzeri, di lingua italiana o in traduzione, con una particolare attenzione alla produzione contemporanea.
Le riviste
La diversificazione dell’attività editoriale ha portato Dadò a entrare anche nel mondo della stampa periodica.
Lo ha fatto dando il via alla pubblicazione di due periodici regionali: La Rivista del Locarnese e valli nel 1994 e Il Mendrisiotto nel 1999, che con gli anni si sono ampiamente affermate nel tessuto sociale locale, acquisendo una loro identità e autorevolezza. Sulla scia del successo delle due riviste, gli ultimi anni hanno visto nascere due nuove pubblicazioni, La Turrita, destinata ai lettori del Bellinzonese e del piano di Magadino, e Il Ceresio, periodico del Luganese.
Le sfide future
Nel ristretto mercato dell’editoria ticinese la produzione libraria della casa editrice Dadò è da considerarsi per molti versi eccezionale: oggi sono una quarantina i volumi che escono ogni anno con il suo marchio.
Un marchio che è garanzia di qualità, sia per il livello culturale delle pubblicazioni, sia per quel che riguarda l’eccellenza grafica del prodotto.
Superati i 60 anni di vita, la casa editrice locarnese si ritrova in un momento che, se paragonato alla vita di un uomo, corrisponde alla maturità. Momento in cui l’esperienza e l’ormai piena coscienza della propria identità inducono a profondere le migliori energie.
È quanto si proporrà di fare la casa editrice nei prossimi anni: continuando ad offrire ai lettori opere di valore e di qualità, cogliendo le voci più importanti della narrativa e della saggistica della Svizzera italiana, proponendo in traduzione quelle altrettanto significative delle altre culture nazionali, promuovendo infine le nostre specificità culturali anche di là dei limiti regionali, in Italia e in Europa.
Fondatore | Armando Dadò |
Direttore | Luca Dadò |
Redazione | Laura Grillo |
Segreteria | Stefania Circiello |
Segretaria d’edizione | Ketty Circiello |
Grafica | Lorenzo Inselmini, Giuseppe Gruosso, Cristina Costarella |
Produzione | Lorenzo Inselmini |
Amministrazione | Candida Macullo |
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