Pieni & Vuoti

SKU: 558
Roberto Pellegrini
Anno
2009
ISBN
978-88-8281-257-7
 Torna a: Varia

 

 

 

Interni di case storiche ticinesi fotografate da Roberto Pellegrini.

A cura di Mariangela Agliati Ruggia e Giulio Foletti.
Con un testo critico di Antonio Mariotti.

Formato 23x23 cm.


Nel 2003 Roberto Pellegrini ebbe occasione di fotografare casa Avanzini a Curio, nel Malcantone. Si pose subito la domanda di che effetto avrebbero fatto gli stessi locali privi del loro arredo e degli oggetti accumulati, raccolti, usati dalle persone in essi vissute. Vi tornò un anno più tardi a fotografare la casa ormai svuotata, i locali messi a nudo.
Questo fu l'inizio della ricerca presentata in questa pubblicazione e alla mostra che si tiene presso la pinacoteca Züst di Rancate (29 marzo - 16 agosto 2009). Coppie di fotografie in bianco e nero di grande formato che ritraggono interni di case ticinesi dell'800 e inizio '900 "pieni" e "vuoti".
L'autore fotografo non ha voluto catturare la nostalgia del passato, bensì una realtà di oggi nella sua dimensione estetica, compresa quella della giustapposizione dell'impressione che fanno gli stessi ambienti ripresi con e senza le testimonianze della presenza umana - dallo stesso punto di vista, alla stessa ora e con la stessa luce, rigorosamente su pellicola in bianco e nero.
Alcuni ambienti si sono vuotati per l'andamento naturale delle cose e della vita, altri sono stati vuotati appositamente per questo lavoro: una ricerca volta a mettere in luce la differenza tra un ambiente vissuto e lo stesso ambiente privo di tracce tangibili dei suoi abitanti. In un certo senso un'anticipazione del futuro e una dimensione trascendentale che ci ricorda la natura "di passaggio" della vita.
Oltre la ricerca estetica queste fotografie sono anche documentazione di un ricco patrimonio culturale e artistico. L'esposizione ha quindi un doppio significato. È un mezzo per rendere immortali questi ambienti, in opposizione al significato "di passaggio" della vita. Alcuni degli oggetti, tolti tra una fotografia e l'altra, riappaiono nella scenografia della mostra, arricchendone nel contempo il lato documentaristico.
Predominanti tra questi oggetti sono i ritratti delle persone che verosimilmente sono vissute in questi ambienti. In un certo senso gli spiriti delle case. L'analisi storica e artistica degli edifici - un ruolo complementare a quello di Pellegrini - è stata condotta dalla Pinacoteca Züst e dall'Ufficio dei Beni Culturali di Bellinzona, attraverso una scheda tecnica delle case private borghesi e rurali, curata da Giulio Foletti.