Giornalismo nella Svizzera italiana 1950-2000 2 VOLUMI

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Vol. 1: Giornalismo nella Svizzera italiana, 1950-1970

Prezzo singolo Fr. 35.-

Formato 18 x 25 cm, 264 pagine con illustrazioni

Degli anni successivi al secondo dopoguerra gli storici parlano come delle "trente glorieuses", per il Ticino di una "età dell'oro", del "paradiso della crescita economica" (Angelo Rossi). In quel periodo, nella piccola Svizzera italiana, è morta la tipografia di Gutenberg, alla radio si è aggiunta la televisione, il giornalismo è diventato una professione, il numero degli addetti si è decuplicato, è scomparsa la stampa quotidiana di partito e si discute se i giornali ormai si leggeranno sul web. Di questa stagione intensa e appassionante è stato riferito finora con saggi parziali, limitati per esempio alla crescita della radiotelevisione di servizio pubblico o alla storia di singoli giornali. Il lavoro di Enrico Morresi ha l'ambizione di leggere tale periodo da un punto di vista originale: la nascita, lo sviluppo e il consolidarsi di una professione - il giornalismo - dotata di proprie specificità, ideali e sistemiche. La conoscenza diretta che l'Autore ha avuto di questo cinquantennio gli consente di riferire non solo delle strutture ma anche delle persone che hanno animato la scena pubblica, mettendole in parallelo con l'evolversi di una società nuova, diversa da come era attesa, esigente verso la politica talvolta spiazzata e in affanno.

L'errata corrige del primo volume è disponibile qui.

 

Vol. 2: Giornalismo nella Svizzera italiana, 1970-2000

Prezzo singolo Fr. 35.-

Formato 18 x 25 cm, 328 pagine con illustrazioni

Degli anni successivi al secondo dopoguerra gli storici parlano come delle «trente glorieuses», per il Ticino di una «età dell’oro», del «paradiso della crescita economica » (Angelo Rossi). In quel periodo, nella piccola Svizzera italiana, è morta la tipografia di Gutenberg, alla radio si è aggiunta la televisione, il giornalismo è diventato una professione, il numero degli addetti si è decuplicato, è scomparsa la stampa quotidiana di partito e si discute se i giornali ormai si leggeranno sul web. Di questa stagione intensa e appassionante è stato riferito finora con saggi parziali, limitati per esempio alla crescita della radiotelevisione di servizio pubblico o alla storia di singoli giornali.
Il lavoro di Enrico Morresi ha l’ambizione di leggere tale periodo da un punto di vista originale: la nascita, lo sviluppo e il consolidarsi di una professione – il giornalismo – dotata di proprie specificità, ideali e sistemiche. La conoscenza diretta che l’Autore ha avuto di questo cinquantennio gli consente di riferire non solo delle strutture ma anche delle persone che hanno animato la scena pubblica, mettendole in parallelo con l’evolversi di una società nuova, diversa da come era attesa, esigente verso la politica talvolta spiazzata e in affanno. Il primo volume «copriva» i primi tre decenni del periodo (1950-1980), questo secondo gli ultimi due (1980-2000) e comprende un Epilogo e gli Apparati bio-bigliografici.

 

Enrico Morresi (1936), entrato giovanissimo nella professione, è stato redattore capo del «Corriere del Ticino» dal 1969 al 1981, autore di documentari e produttore del magazine «Centro» alla Televisione svizzera (1982-1992), responsabile dei servizi giornalistici alla Rete Due della Radio (1993-1999). Ha presieduto l’Associazione Ticinese dei Giornalisti (1975-77), la Federazione Svizzera dei Giornalisti (1980-82) e ha rappresentato la Svizzera nel Bureau della Federazione Internazionale con sede a Bruxelles (1982-1986). Membro del Consiglio svizzero della stampa, organismo nazionale di autodisciplina (1984-1998), ha presieduto la Fondazione del medesimo Consiglio dal 1999 al 2011. Ha pubblicato due saggi di deontologia: Etica della notizia (Casagrande, Bellinzona 2003) e L’onore della cronaca (Casagrande, Bellinzona 2008).

Il prezzo speciale è valido solo per gli acquisti online o direttamente presso l'editore.

Da: Corriere del Ticino, 4 maggio 2017.